lunedì, 19 marzo 2007
Quella scritta sul muro ci aveva lasciati amareggiati, ma come, uno si sbatte, organizza, prepara, monta e smonta, e poi si trova uno scarabocchio anonimo sul muro del cesso che gli dimostra come tutti i suoi sforzi siano stati vani? Ma perché?
Poi per carità, ognuno ha i suoi gusti e la sua sensibilità, e certe cose che piacciono a me non devono per forza piacere a un altro, però diciamo che vedersi disconoscere così il propio lavoro aveva scatenato reazioni non proprio allegre.

Il Subcomandante, per esempio, non l'aveva presa benissimo. Subito ha borbottato "Oh beh, non si può piacere a tutti", e finita lì, ma già il giorno dopo l'ho trovata in cucina con la testa nel forno che gridava "Bastardi! La faccio finita!". Meno male che il forno era spento, l'ho ricondotta alla ragione e ho comprato un microonde, che con lo sportello aperto non funziona e non ci si può ammazzare dentro.

Ma si vedeva che la faccenda della scritta le rodeva ancora, così mi sono deciso a trovare una soluzione..

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Era una giornata piovosa di un inverno parigino quando piove e fa freddo, sopratutto al 36 di Quai Des Orfèvres, sede della polizia cittadina, e come ogni giornata piovosa me ne stavo in ufficio davanti alla stufetta elettrica a giocare a rubamazzo col mio assistente, l'agente Andrè Ardlà, quando suonò il telefono. Era il centralino, una chiamata per me dall'Italia.
Me la feci passare, e mi trovai ad ascoltare i singhiozzi di una ragazza, sconvolta da ciò che aveva appena trovato nel bagno del suo locale.

- Un cadavere? - feci io.
- Noo! - mi rispose.
- Allora un assassino? - chiesi.
- Macchèe - replicò lei.
- Una cacca? - azzardai.
- Nooo! Una scritta!

Una scritta? La cosa era interessante, qualcuno aveva ucciso una scritta nel bagno di un locale, neanche Simenon aveva mai immaginato niente del genere. La spiegazione della ragazza mi riportò coi piedi per terra.

- Qualcuno ha scritto sul muro del mio bagno "Ridateci le Cappe", voglio scoprire chi è stato!
- Stia lì, arriviamo subito.

Presi la palandrana e il mio assistente raccolse gli strumenti da indagine, saltammo sulla nostra Renault Supercinque e ci precipitammo a Genova, dove la nostra nuova cliente aveva il locale.
Non ci volle molto, giusto tre righe, e a metà della terza eravamo al cospetto della vittima.
Si chiamava Subcomandante Marzia, era il leader di un gruppo anarco insurrezionalista che soleva riunirsi in quel locale, le Cappe Rosse.
Non c'era nessuno, ma non sembrava poterci stare molta clientela, date le dimensioni valutai che con una decina di clienti dovesse sembrare già pieno. Le chiesi se riusciva a pagarsi le spese, con così poco giro.

- No, sono obbligata a trafficare in organi al mercato nero, e una volta al mese importo oppio dall'Afghanistan sotto la copertura di una organizzazione non governativa che opera per la pace.
- Mi sembra giusto. Posso vedere la scritta ora?

Il Subcomandante Marzia mi accompagnò in bagno, mentre il mio assistente Andrè esaminava il bancone in cerca di indizi.
Sul muro c'era una scritta che diceva "Ridateci Le Cappe", che pareva redatta da una mano molto tremolante. Evidentemente l'autore doveva avere poca dimestichezza con le penne, oppure era ubriaco, niente di più facile, trovandosi in un bar.

- Ricorda di qualche cliente ubriaco, di recente?
- Farei prima a elencare quelli sobri - fece lei con un sospiro.
- Faccia uno sforzo. C'è stato qualche beone che ha usato il suo bagno in questi giorni?
- Beh, c'è stato Tirsotto, il nostro ciucco abituale, ma lui non lo usa il bagno, quando perde il controllo se la fa direttamente nei pantaloni. Poi la compagnia dei giochi..
- Che giochi?
- E' un gruppo di ragazzi che vengono di mercoledì, passano la serata a giocare a carte, o a scarabeo.
- Si ubriacano?
- Qualche volta, soprattutto quello piccoletto, lo chiamano lo Sbirro perché è molto autoritario, e poi gira con la pistola.
- E che ci fa con una pistola in un locale come questo?
- Gliel'ho detto, si riuniscono per giocare, ogni tanto si fanno una roulette russa, e lo Sbirro procura la pistola. Mercoledì per esempio si è sparato Enrico, ma non è andato in bagno, è stramazzato direttamente sul tavolo.

I suoi discorsi mi stavano portando su una pista sbagliata, la soluzione doveva per forza essere un'altra. Tornai al banco a chiedere al mio assistente se aveva trovato qualcosa, e lo trovai riverso sul pavimento.

- Andrè, che succede?
- Inspecteur, ho trovato un indizio!
- Di che si tratta?
- Succo di mela verde, ci si fanno delle caipiroske buonissime! Guardi, ne ho già provate sette!
- Dannazione, di questo passo non scopriremo mai a chi appartiene la scritta in bagno!

Il Subcomandante mi mostrò dei moduli di iscrizione all'arci. Erano quelli che i clienti compilavano per potersi tesserare. Forse dalla calligrafia saremmo potuti risalire al colpevole..

- Idea geniale! - esclamai, strappandole di mano i moduli e correndo a chiudermi in bagno.
- Inspecteur, di solito si usano letture diverse! - mi gridò dietro il mio assistente.

Spulciando i moduli con le differenti calligrafie non ci misi molto a trovare quella giusta, corrispondeva a un tale Danilo Schiara, un furfante ben noto alla polizia locale, già finito dentro per piccoli crimini, scippi, parcheggi in sosta vietata, genocidi.

Allertai immediatamente la Questura, ma non prima di avere tranquillizzato la padrona del locale.

- Non si preoccupi signorina, la scritta è stata solo lo scherzo di un malintenzionato, non riflette il pensiero dei suoi clienti.
- Allora vuol dire che posso continuare a mantenere questa linea, coi giochi il mercoledì sera e i panini col formaggio scaduto?
- Si, però metta qualcun altro dietro il banco, che Andrè le sta finendo le scorte di vodka.

Il caso era chiuso.


indagine

 
postato da: spassky alle ore 10:45 | Permalink | commenti (10)
categoria:racconti, i casi dellinspecteur renzè
venerdì, 09 marzo 2007

Giovedì serata di cultura. No fermi, lo so che siete già lì a sbuffare e a dire "nooo, che palle, sempre le solite cose culturali che si sono tanto interessanti ma quand'è che ci si diverte? non so, un film di Bombolo, una gara di rutti? ridateci le Cappe!". E invece no, le Cappe non ve le ridiamo! E comunque The LIAS Project sembra una roba davvero fica. E se non venite non ve lo diciamo quando organizziamo la gara di rutti o la pista di grette. E così sono solo cazzi vostri.
postato da: hardla alle ore 16:57 | Permalink | commenti
categoria:eventi
giovedì, 08 marzo 2007

Ieri ero li' che pulivo il bagno quando mi giro e vedo scritta sul muro una piccola frase che non so se definire provocatoria o di supplica nei nostri confronti : "RIDATECI LE CAPPE".
Ci sarebbe da parlarne per ore e ore su una frase del genere .
Iniziamo con dire che e' una frase tipicamente genovese: cambia la gestione e non si sa come ne' perche' i clienti di prima spariscono di botto. Non capisci se sei tu che gli stai sui coglioni o se e' perche' fai dei cocktails schifosi o se prima o poi ritorneranno visto che non e' che poi sia cambiato molto il posto. Poi ti ritrovi scritto sul muro di ridargli indietro le Cappe come erano una volta. Ovviamente senza diritto di replica da parte dei nuovi gestori perche' chi l'ha scritta non si e' neppure firmato/a.
Cosa hai voluto farci capire amico/a, ma io credo che si tratti piu' di amico che di amica, con quella tua piccola richiesta?
Le Cappe sono sempre li, nessuno le ha spostate, sono sempre in Vico dietro il Coro di San Salvatore 2r se non te ne fossi accorto/a. I colori alle pareti sono sempre gli stessi, come sempre gli stessi sono gli arredamenti interni, e le bottiglie che ci sono nel bar (anzi forse ce n'e' qualcuna di piu'). La musica, beh la musica e' un po' cambiata, ma mi vorrai far credere che e' la musica che non ti piace? Ci sono dei giochi di societa' che attirano forse una clientela che a te non potra' piacere, fatta di quelli stupidi occhialuti ingegneri ,che sono tanto babbi ma che sicuramente hanno qualcosa in piu' di te che scrivi sui muri,  loro sono capaci di dirmi faccia a faccia se qualcosa non va.
Sara' forse che nella rastrelliera dei giornali hai trovato "IL MANIFESTO"  e c'e' appeso il gagliardetto del Genoa dietro il banco , o i fumetti ti fanno talmente schifo da non potertici sedere vicino?  Hai idee completamente diverse? Bene! Parliamone, io non mi nascondo dietro paraventi , io sono quella che sono e lo faccio vedere agli altri. Questo non vuol dire che come missione ho di evangelizzare tutti quelli che entreranno li dentro...ognuno e' come si sente di essere.  Dicci per favore cosa significa il tuo  "RIDATECI LE CAPPE" urlato  in maiuscolo vicino alla porta del bagno.  Noi cerchiamo di metterci tutto l'amore e la volonta' per farlo diventare un locale piacevole e ti assicuro che non e' un lavoro da poco. Non saremo forse all'altezza dei nostri predecessori ma sicuramente non siamo cosi' inetti come tu hai voluto farci capire.
Magari mi sto anche sbagliando, puo' essere che il nostro amico/a abbia voluto rivolgerci una supplica nel senso di ridargli indietro le Cappe come erano una volta, piene di gente divertente e che perfavore ce la mettessimo tutta a farlo ritornare ai vecchi fasti. Ma non credo.
postato da: roja30cr alle ore 13:10 | Permalink | commenti (20)
categoria:celebrazioni
lunedì, 05 marzo 2007
Scusate il titolo, ma sono preda di una selvaggia associazione di idee. Il fatto è che venerdì sera ho presentato il mio libro, che nel libro c'è un racconto che si intitola "Le Olimpiadi Di Villavecchia", che parla del quartiere dove viv(ev)o e dei suoi personaggi, e nel racconto c'è qualche riferimento ad alcuni abitanti che potrebbero sentirsi vilipesi da ciò che ho scritto, benché abbia fatto uso solo dei nomi, senza alcun reale collegamento alla loro vita reale, mi servivano dei nomi e ho usato quelli che conoscevo, tutto lì. Ma torniamo al racconto, il fatto che potessero offendersi mi ha fatto venire in mente quando con alcuni amici prendevamo in giro una signora parruccata, cantandole una canzoncina sulla musica di Paradise, quel film uscito dopo Laguna Blu, che rientra di diritto nei film di naufragi adolescenziali sporcaccioni, e allora l'ho usata per titolare questo post, in cui dovrei raccontare di quanto accaduto venerdì sera. Peraltro uno dei ragazzini di allora che intonavano la hit single "Marcellina Parrucchina" (per citare le parole riferite dal maresciallo a cui, pare, la signora si è rivolta minacciando di querela i miei amici, e non me perché quella sera in cui gliel'hanno cantato dietro io non c'ero, ma era una caso) era presente alla presentazione, ed è stato presentato per presentare Skaz Trek, che è uno dei racconti presenti nel libro. Ovviamente non è più un ragazzino, tanto che era lì con la sua ragazza, che si chiama Benedetta e quando mi si è presentata (dopo la presentazione in cui ho presentato il libro ai presenti, per chi si fosse collegato solo ora (e non vedo proprio perché uno dovrebbe mettersi a leggere da metà pagina)) mi ha detto "Io sono Benedetta", e avrei tanto voluto risponderle "Piacere, io sono unto dal signore", ma non l'ho fatto per due motivi, uno perché la battuta me l'ha suggerita il suo fidanzato, l'altro perché comunque era già stata usata da Nostro Signore Del Malinteso, cui ogni fedele accende ceroni in segno di devozione.

Riprendo un attimo fiato..

La presentazione è andata bene, c'era un mucchio di gente, non mi hanno picchiato, ho venduto tutti i libri, il presentatore è stato molto bravo, e anche il lettore non si è mangiato le parole mentre leggeva, e già questo varrebbe un bel voto, almeno da me, che avevo messo in conto almeno qualche errore e quando ho visto che finiva la presentazione senza inciampi un po' ci sono rimasto così, come uno che non sa bene perché nè come e si chiede se sia possibile impararlo e poterlo ripetere a volontà, tipo gli esperimenti scientifici che per essere validi bisogna poterli ripetere quando si vuole, sennò non sono risultati ma culo.

E poi non è che ci sia molto da dire, mi sarebbe piaciuto rivedermi ma nessuno mi ha registrato, nè fotografato, perciò non esistono testimonianze della serata, e fra qualche anno potremmo affermare che si è trattato di allucinazione collettiva e nessuno potrà smentirci.
I dinosauri per esempio questa possibilità non l'hanno avuta..

Comunque lo spazio dei commenti è a disposizione di chiunque non possa postare direttamente la propria versione della serata, perché non sta mica bene che sia l'autore a raccontare com'è andata la sua serata, fa un po' paraculo.
postato da: spassky alle ore 20:19 | Permalink | commenti (9)
categoria:eventi