
Stasera però portiamo anche qualche pennello, oltre ai rulli....


Cari Capperi, quante volte vi sarà capitato di trovarvi lì per casa con un pennello in una mano e una latta di colore nell'altra, e di non sapere che farne, che a casa vostra le pareti sono state ritinteggiate da poco? Oppure con una sega e un pezzo di legno, o con del filo elettrico e delle prese..
Quante volte vi siete trovati a morire dalla voglia di traslocare dei mobili da una parte all'altra della vostra casa, e a non poterlo fare?
Oggi le Cappe vi vengono incontro, invitandovi domani pomeriggio, sabato 26 gennaio, ai lavori di ristrutturazione del vostro locale preferito dopo il circolo di scambisti di Mignanego.
Ci sarà da colorare le pareti, costruire mensole, piantare chiodi, spostare scatole e armadi, insomma, lavoro per tutti i volenterosi che verranno a trovarci.
E allora che aspettate? Prendete i vostri attrezzi, martelli, chiodi, seghe, cacciaviti, pennelli, spazzole, mitragliatori Thompson e presentatevi domani, verso le duemmezza tre, davanti alla nuova sede delle Cappe Rosse, in Vico Del Dragone, sotto via Ravecca, dietro le Due Torri, lì.
A presto.
Vabbè, sono gli stessi riflettori che poco tempo fa ci avevano accusato (Chi?? Noi?!? Mai!!) di avere dopato i voti del sondaggio sul locale migliore di Genova, sto parlando del sito di Mentelocale. Stavolta però non ci sgrida, e sulle pagine che più rappresentano la movida genovese stavolta ci finiamo per un'intervista. L'autore è un Cappista a tutti gli effetti, Francesco Pedemonte, uno dei pionieri dello shot della vittoria, uno che non è mancato neanche durante la fantasmatica apertura estiva, e ha fornito il suo prezioso contributo giocando con noi alla playstation.
La copio qui, per i pelandroni che non se la vogliono andare a leggere sul sito, ma vi ricordo che di là c'è la possibilità di votare l'articolo.
Vabbè, ma tanto poi ci annullano la votazione per broglio...
Non chiudono solo Logo Loco e Panteka: anche delle Antiche Cappe Rosse - scendendo da piazza Sarzano attraverso vico dietro il Coro di San Salvatore - dopo 25 anni, potrete trovare solo la vecchia insegna. «Non ci piace più - scherza Pablo Renzi, gestore del circolo Arci insieme a Marzia Giorgi - abbiamo deciso di farne un'altra. Per il momento resterà lì».
Prima era sotto la chiesa di piazza Sarzano, sin dai tempi della conduzione di Gigi Picetti, ricavato nelle cosiddette mura del Barbarossa. Ma oggi lo storico locale della notte genovese ha cambiato casa.
«Abbiamo chiuso a metà luglio - continua Pablo - l'ultimo colpo lo abbiamo sparato la sera della notte bianca». Come per Polena e Panteka, i problemi sono venuti dal contratto di affitto. «Scaduti i primi sei anni - confida - la proprietaria del locale non ci ha rinnovato la locazione e così abbiamo dovuto cercare un'altra sistemazione».
È bene ricordare che le Cappe Rosse riapriranno poco più distante, in vico del Dragone. «Per riaprire - dice Pablo - ci manca solamente la valutazione di impatto acustico. Il locale era già in buone condizioni, ma noi stiamo cercando di personalizzarlo ricreando la vecchia atmosfera. Il nuovo spazio è molto grande - continua - pensavamo addirittura a rappresentazioni teatrali. Ovviamente ci saranno i giochi di società, le cene e le gite. In definitiva - conclude - vorremmo riprendere tutte le iniziative che già avevamo avviato nel vecchio locale. E mettere anche il calcetto. Insomma, ci stiamo ispirando allo stile dei vecchi bar genovesi».
Lavori in corso, quindi. «Sì, - risponde - speriamo di essere attivi al più presto. Abbiamo molte idee in cantiere, mancano solo le carte per aprire».
A seguito della chiusura della Panteka, sulle pagine di mentelocale.it si è scatenato un acceso dibattito sulla movida e in generale sui luoghi dedicati alla musica in città. Qualcuno si è lamentato per insufficienza di spazi, altri per mancanza di pubblico.
Mancano posti o persone? «Anche se pochi, gli spazi effettivamente ci sono. Sono molti però i fattori da considerare. Se il pubblico latita, i motivi possono essere diversi. Dipende da chi suona, il prezzo e anche l'orario. Capisci che se un concerto inizia all'una di notte, il pubblico è già disincentivato in partenza».
E nelle nuove Cappe Rosse ci sarà spazio per musica dal vivo? «Penso proprio di sì. Dato che il locale si trova al piano terra di un condominio, rispetto a prima saremo un po' meno sciolti, ma cercheremo ugualmente di organizzare serate musicali».